29 ottobre 2015 Lammidia

Vendemmia 2015 – i nuovi arrivati in casa Lammidia

Quest’anno, come al solito, ci siamo divertiti parecchio, inventando e sperimentando nuovi vini in base a quello che proponeva l’annata e a ogni idea che ci passava per la mente; nonostante ci ripromettiamo ogni anno di ridurre il numero di etichette perché “commercialmente difficile da gestire”, anche nel 2015 ce ne siamo fregati altamente e abbiamo dato libero sfogo alle nostre idee e curiosità, sfornando 12 vini (se tutto va bene e la ‘mmidia funziona)!

Di seguito la produzione del 2015, con alcuni nomi ancora da decidere:

BIANCHI

  1. il Pecorino: visto che se ne parla tanto, abbiamo detto “proviamo sto pecorino!”; d’altronde chi fa in Abruzzo un pecorino senza lieviti e solfiti aggiunti!?!?!? Non siamo mai stati dei grandi fan di questo vitigno, però abbiamo voluto testare direttamente facendolo a modo nostro… Sorprendentemente dopo il primo assaggio, a fine fermentazione, abbiamo grandi aspettative e siamo parecchio gasati su questo vino! Una meravigliosa e profumata spremuta di limone!
  2. Bianchetto: ormai una garanzia! Per evitare di rimanere senza la prossima estate, quest’anno ne abbiamo fatto un botto! Altrimenti che ci beviamo sotto l’ombrellone al mare!?!??! Ovviamente proporzionato alle nostre minuscole dimensioni e possibilità… insomma ci abbiamo creduto! Già adesso i profumi tropicali si fanno sentire… oltre al solito ananas si sentono forte anche il mango e il frutto della passione… Lo muoveremo il meno possibile per evitare che questi profumi si disperdano!
  3. la Malvasia: in una vigna che abbiamo preso in affitto quest’anno, a Pescara Colli, c’erano parecchie varietà di uve, tra cui la Malvasia! Abbiamo deciso di vinificarla in purezza, pressata con i piedi e con il mosto a contatto con le bucce per 5 giorni prima di torchiarla… Per adesso, onestamente, non abbiamo ancora capito dove andrà a finire! Aspettiamo qualche settimana e vediamo se si esprimerà un po’ di più!
  4. Bianco Anfora: quando abbiamo preso le anfore qualche anno fa pensavamo che la cosa più positiva di usare questo contenitore fosse la possibilità di avere una micro-ossigenazione con l’esterno senza dare nessuna impronta (al contrario delle barrique vanigliose)… oltre questo, abbiamo scoperto che ha anche la capacità di tirar fuori dal vino dei profumi e degli aromi che nessun altro contenitore riesce a fare. Prendi un trebbiano, mettilo in anfora e darà tutto il meglio di sé! Tutte le caratteristiche sono in continuità con gli anni passati!
  5. Bianco Abbandonato: verso fine vendemmia, quando non sapevamo più che inventarci, abbiamo incontrato un amico che ci ha detto di aver saputo di una vigna a San Vito che era stata abbandonata quest’anno, subito dopo la potatura, perché il proprietario “non ha avuto tempo” di trattarla… quindi abbiamo una vigna di Trebbiano che non ha subito trattamenti?!?!? neanche zolfo e rame!?!!??! e le uve sono sane!?!?!? Esatto! Presa! Il colore tende un po’ al rosa e il profumo è di mela rossa… Promette molto molto bene!

 

ROSSI – ROSATI

  1. il Rosato: quest’anno abbiamo finalmente fatto anche noi un rosato vero, il classico “Cerasuolo d’Abruzzo” con il Montepulciano! Dopo due settimane dalla fine della fermentazione era già pulito e limpido, con dei bei profumi di fragoline selvatiche… quasi quasi lo imbottigliamo subito!
  2. Rosh: serve anche un vino che segue un po’ il gusto della tradizione abruzzese per il rosso, quindi non poteva che venir fuori “lu rosh”; pigiato con i piedini di Piera, ha fermentato a contatto con le bucce per una settimana, poi l’abbiamo torchiato e lasciato finire di fermentare in cemento. Il nostro segreto è una piccola percentuale di Trebbiano (circa l’8%) per dargli un po’ di freschezza e maggiore bevibilità…
  3. 12 meno meno: quest’anno siamo arrivati un po’ tardi e ci è “scappato” lo zucchero del cabernet! L’anno scorso (per sbaglio dobbiamo ammettere) abbiamo fatto un vino a 9,5% alc…. sembrava assurdo, ma è venuto fuori qualcosa di allucinante! Ancora oggi, quando non sappiamo più che bere, per pensare a cosa bere, ci scoliamo una bottiglia di 10 meno meno… Quest’anno ha la stessa impronta, ma sa più di vino!
  4. Rosso Anfora: pigiato con i piedi, lasciato fermentare con le bucce per 2 settimane a cappello sommerso, poi torchiato e finito di fermentare nella anfore di terracotta! Rispetto agli altri anni, abbiamo scelto di dargli più buccia, quindi più tannino e profondità… Possiamo dire che abbiamo fatto un vino “elegante”!?!?!?
  5. Rosso Carbo: 3 settimane in macerazione carbonica (grappoli interi sigillati nelle vasche di cemento), poi direttamente al torchio! La fermentazione alcolica è andata come un fulmine! In una settimana ha completato tutti gli zuccheri! Profumi sconosciuti e inaspettati per l’uva Montepulciano…

 

BOLLICINE

  1. Sciambagn: Il bianchetto rifermentato (speriamo che riparta la fermentazione…) in bottiglia con un’aggiunta di mosto fresco di bianco anfora! Attendiamo che i lieviti si risveglino e mangino gli zuccheri contenuti nel mosto, così da attivare una piccola fermentazione alcolica e lasciare la CO2 imprigionata nella bottiglia che farà tante tante bollicine!
  2. li Mindanir: un rosso spumante rifermentato in bottiglia, stile lambrusco, a partire da lu Rosh… l’abbinamento ideale per gli arrosticini e la carne arrosto! No tranquilli, questo non è cancerogeno!
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